Le conclusioni della Corte dei Conti hanno quantificato un danno di quasi 34 milioni di Euro da parte delle passate amministrazioni per l’area della Fiera.

Analizzando tutti i progetti sviluppati negli anni passati per quest’area, dal centro commerciale prima, al Blueprint poi, appare evidente che l’obiettivo di quelle amministrazioni era proprio quello di coprire un buco finanziario con un progetto di speculazione edilizia privo di qualsiasi serio studio di fattibilità economica e di qualsiasi relazione con il mercato immobiliare della città.

Lo stesso fallimentare concorso del Blueprint, che è costato centinaia di migliaia di euro a tutti i genovesi, potrebbe configurare un potenziale danno erariale in quanto portato avanti nonostante fosse un progetto palesemente non fattibile e finalizzato a pura propaganda pre-elettorale.

Dopo il fallimento del concorso la nuova amministrazione ha cambiato il nome del “Blueprint” in “Waterfront di Levante”, ha modificato qualche funzione ma non ne ha cambiato l’approccio. Il nuovo “Waterfront di Levante” continua ad essere un progetto fatto di bei disegni ma privo di un approfondito studio di fattibilità economica che chiarisca quali sono le ricadute positive sulla città. Siamo ancora in mezzo ad un processo opaco privo della partecipazione dei territori coinvolti e dove le informazioni arrivano dall’alto e in maniera superficiale e parziale.

La passività e il silenzio della maggioranza del nostro Municipio su questo tema è imbarazzante. Noi continueremo ad interrogare in maniera costruttiva questa Amministrazione perché siamo convinti che sull’area della Fiera si giochi gran parte del futuro dei nostri quartieri e della nostra città.