M5S GENOVA:  “BILANCIO COMUNALE: FAVORI ALLE BANCHE E TAGLI AL SOCIALE ED ALLE FAMIGLIE”

Il gruppo consiliare del  MoVimento 5 Stelle Genova ha votato contrario all’approvazione del Bilancio triennale del Comune di Genova dal quale emergono dati preoccupanti: da un lato il taglio evidente delle risorse per le politiche sociali e della famiglia, dall’altro una serie di rinegoziamenti dei prestiti attualmente in essere, a vantaggio esclusivamente degli istituti di credito. 

 

“Stiamo parlando di una riduzione del 10% sulle risorse per gli interventi per gli anziani e del 70% per le politiche di sostegno ai disabili.  – 11%  anche sulle risorse per l’infanzia e gli asili nido. Solo questo sarebbe sufficiente – dice Stefano Giordano che ha esposto la dichiarazione di voto del M5S in Aula – per opporsi a questa macelleria sociale. A questo aggiungiamo delle incomprensibili operazioni di rinegoziazione obbligazionaria che, seppur con l’obiettivo di ridurre l’importo delle rate, incrementano enormemente gli interessi sul prestito, con il risultato che si  aumenta il debito e lo si carica sulle spalle dei nostri figli.” 

“Difficile comprendere il vantaggio economico per i cittadini nel trasformare un prestito ad interesse zero in un prestito con un tasso di interesse fisso dell 1,58%, mentre è chiaro  il vantaggio per gli istituti di credito e le banche – continua Luca Pirondini capogruppo M5S. Il modo per ottenere liquidità non può essere nemmeno quello di richiedere la sospensione del pagamento dei mutui, come ha fatto questa Giunta oggi, con il  conseguente aumento degli interessi e quindi del debito complessivo. E nemmeno si dovrebbe fare cassa tagliando le risorse ai Municipi. Ricordo bene quando Bucci in campagna elettorale – continua Pirondini – prometteva più autonomia per i Municipi. Di fatto con il taglio di 400.000 € è evidente come si stia cercando di accentrare il potere decisionale a Tursi”. 

“Manca una visione di città, altro che Genova Meravigliosa” – dice Maria Tini –  “Questa è l’unica cosa chiara di questo piano di Bilancio triennale. I tagli sul sociale e per le famiglie sono un segno preoccupante di un’amministrazione cinica che pensa soltanto al “business”, come ha sempre detto Bucci, ma il business di chi? Quello dei suoi amici e degli amici imprenditori del vero Sindaco della città, Giovanni Toti, forse. Rispetto al 2017 c’è stato un aumento delle richieste  di indennità di disoccupazione del  +8%, altro che 30.000 posti di lavoro in più.  Nascosto dal tunnel di luci, – conclude Maria Tini – tra mercatini e  fuochi d’artificio, il declino economico della città prosegue inesorabile ed in continuità rispetto alle giunte precedenti.”

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