Abbiamo diffidato il Sindaco, in quanto Autorità Sanitaria e primo responsabile della salute dei propri cittadini, in merito alla discarica della Volpara, richiedendo che venga avviata entro Settembre un’istruttoria per predisporre provvedimenti restrittivi sull’attività dell’impianto a tutela della salute pubblica e venga immediatamente avviato uno studio di impatto sanitario sull’impianto stesso, coinvolgendo Arpal, Asl e l’Istituto Superiore della Sanità.

Genova- Protesta degli abitanti della Valbisagno contro il nuovo impianto della Volpara.

Dal 1996 che si parla del rischio sanitario legato alle emissioni dell’impianto di digestione fanghi della Volpara, tanto che il Comune di Genova già allora manifestava all’USL dell’epoca la necessità di un’indagine ambientale per valutarne gli effetti sulla salute dei cittadini. Emissioni di polveri maleodoranti che nel corso degli ultimi ventanni, a seguito della chiusura di Scarpino e dell’aumento dei quantitativi di rifiuti in entrata, hanno iniziato ad esasperare i residenti dell’intero quartiere, tanto che il Piano Territoriale di Coordinamento indica la Volpara tra gli elementi di criticità ambientale della Provincia di Genova.

La proroga di 10 anni all’impianto deliberata dalla Città Metropolitana e dal Sindaco Bucci non tiene assolutamente in considerazione questa responsabilità giuridica della figura del sindaco e pertanto abbiamo ritenuto necessario intervenire e ricordargli che il Consiglio di Stato assegna al Sindaco il potere ed il dovere di attivare tutte le verifiche necessarie sul potenzialre rischio sanitario prodotto da industrie insalubri.

Le Istituzioni non possono più continuare la politica degli anni passati di devastazione ambientale e trasgressione dei regolamenti europei. L’ambiente e la salute pubblica devono diventare la priorità nella scala di valori dell’economia stessa delle città che abitiamo.

 

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