Ieri sera, a Cornigliano, si è tenuta un’assemblea pubblica sul dislocamento dei depositi costieri.
La sensazione è stata quella di vivere un Dejà vu, un tuffo nel passato.
Tutte le volte che, in questi ultimi 30 anni, si è parlato di dislocare i depositi costieri, i partiti che hanno governato Genova sono stati capaci di ottenere solo una cosa: la lotta tra quartieri, mettere i cittadini l’uno contro l’altro.
L’incapacità dei partiti di perseguire soluzioni ambiziose, credibili, trova nel nuovo governo della città una perfetta continuità.
Bisognerebbe vere il coraggio di ripensare ad un nuovo rapporto tra città e porto, dove la sinergia tra queste due realtà, anche attraverso progetti virtuosi, possa dare soluzioni a dei problemi tutt’ora irrisolti, come il dislocamento dei depositi.
I depositi devono assolutamente lasciare il prima possibile i quartieri di Pegli e Multedo, e questo è il punto che non è in discussione.
Il problema che continua a ripresentarsi senza alcuna soluzione concreta è : dove?
I partiti continuano a cercare soluzioni che non fanno altro che spostare il problema da un quartiere all’altro, andando a gravare sempre su quei territori che negli anni, a causa di un’industrializzazione e di scelte politiche scellerate, hanno già dato molto di più rispetto a ciò che potevano realmente permettersi. I cittadini sono pronti a tirar su le barricate, come è già avvenuto in questi ultimi decenni.
Coloro che hanno governato Genova per 40 anni ininterrottamente, governando contemporaneamente per decenni anche Regione e Provincia, e che ora siedono nei banchi dell’opposizione, ieri sera hanno detto di essere favorevoli anche a valutare l’ipotesi chiusura. Peccato che tale ipotesi, da costoro, venga valutata solo ora, che da circa 8 mesi sono all’opposizione. Un’ipotesi che avrebbero potuto valutare ed eventualmente intraprendere nei loro 40 di governo della città, evitando di abbandonare il quartiere di Multedo a se stesso.
Il nuovo Governo della città pare stia attraversando una “crisi di nervi”. In continuità con il passato, perseverano nell’individuare siti per un eventuale dislocamento non idonei e comunque vicini al centro abitato.
Il Movimento 5 Stelle ha presentato più volte un’idea progetto che potrebbe essere risolutiva e l’unica capace garantire la sicurezza per la città tutta. Un dislocamento offshore, interrando nella diga i depositi. Una nuova idea di “porto città”, dove la diga non è solo in funzione della portualità, ma anche della città. Ma, evidentemente, si preferisce continuare a riproporre minestre riscaldate vecchie di 40 anni che porteranno al solito nulla di fatto.
In più, nel caso delle aree ex ilva esistono ben due motivi che blindano l’area: l’accordo di programma che vede progetti del tutto diversi per quelle aree e il parere dell’ENAC, visto che il sito in questione ricade nel bel mezzo del cono aereo.

Insomma, tutto questo lascia l’amaro in bocca.
Multedo e Pegli non possono essere abbandonate a se stesse ancora per molto. Urge l’allontanamento di queste realtà dagli attuali siti, il prima possibile. Provate a guardare oltre, invece di perseverare con gli errori del passato

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